

6. I vantaggi della neutralit.

Da: G. Giolitti, Memorie della mia vita, Garzanti, Milano, 1945.

Il neutralismo di Giolitti si fondava su alcune considerazioni
fondamentali: l'impreparazione militare dell'Italia, i rischi che
con la guerra avrebbero corso sia l'economia che le istituzioni,
la possibilit di ottenere maggiori vantaggi per via diplomatica
che con il ricorso alle armi. Per  queste sue posizioni i
nazionalisti lo accusarono di pavidit e di opportunismo; la
denigrazione nei suoi confronti giunse al culmine quando venne
accusato di tramare con il principe Bernhard Von Blow,
ambasciatore tedesco a Roma, per impedire che l'Italia si
schierasse a fianco dell'Intesa. Il 24 gennaio 1915,  per
difendersi da tale calunnia e precisare le motivazioni del suo
neutralismo, egli scrisse all'amico onorevole Camillo Peano,
deputato liberaldemocratico, la seguente lettera, che rappresenta
un'interessante testimonianza non solo dell'opinione di Giolitti,
ma anche del clima infuocato che precedette l'ingresso dell'Italia
nel primo conflitto mondiale.


Caro Amico,.
E' stranissima la facilit con la quale, parte in buona, parte in
mala fede, si formano le leggende. Ora due tendono a formarsi; una
di pretesi miei rapporti col Principe di Blow, l'altra la
opinione che mi si attribuisce che si debba mantenere in modo
assoluto la neutralit in qualunque caso.
Conosco il Principe Blow da molti anni; ho grande stima del suo
ingegno e del suo carattere; l'ho sempre trovato amico
dell'Italia, ben inteso mettendo sempre in prima linea il suo
paese, come  suo dovere.
Egli quando era a Roma come semplice privato veniva spesso a
trovarmi. Ora, che venne a Roma come ambasciatore, lo incontrai
per caso in piazza del Tritone; egli mi disse che voleva venire a
trovarmi; io gli risposi che essendo io un disoccupato sarei
andato da lui, e cos feci l'indomani. Si parl in modo affatto
accademico dei grandi avvenimenti; ma mi guardai bene dall'entrare
nell'argomento del contegno che debba tenere l'Italia. Avrei
mancato al mio dovere, n egli entr in tale argomento, perch
egli  uomo che non manca mai alle convenienze.
Alcuni giorni dopo venne a rendermi la visita; io non ero in casa,
mi lasci una carta da visita e non lo vidi pi essendo io partito
da Roma.
La mia adesione al partito della neutralit assoluta. Altra
leggenda.
Certo io non considero la guerra come una fortuna, come i
nazionalisti, ma come una disgrazia, la quale si deve affrontare
solo quando  necessario per l'onore e per i grandi interessi del
paese.
Non credo sia lecito portare il paese alla guerra per un
sentimentalismo verso altri popoli. Per sentimento ognuno pu
gettare la propria vita, non quella del paese. Ma quando fosse
necessario, non esiterei nell'affrontare la guerra, e l'ho
provato.
Credo molto, nelle attuali condizioni dell'Europa, potersi
ottenere senza la guerra, ma su di ci chi non  al governo non ha
elementi per un giudizio completo.
Quanto alle voci di cospirazioni e di crisi, non le credo
possibili. Ho appoggiato ed appoggio il Governo, nulla
importandomi delle insolenze di chi si professa suo amico ed
invece  forse il suo peggior nemico.
Gradisca i miei pi cordiali saluti.

aff.mo Giolitti@#@#..i
